CAMPO SCUOLA 2016

Scavo Monte Iudica 2016

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Campo scuola didattico 2018

Seconda campagna di scavo archeologico su Monte Iudica

(Castel di Iudica - CT)

STIAMO PREPARANDO UNA NUOVA, MERAVIGLIOSA ESPERIENZA SUL MONET IUDICA: SEGUITECI PER TUTTE LE NOVITA'!!!

Il Progetto, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza BB.CC.AA. di Catania - U.O. V, nasce dalla volontà di far vivere ai partecipanti la realtà di un cantiere di ricerca e di scoprire i presupposti principali di un’attività, quella svolta dall’archeologo, conosciuta per lo più nei suoi aspetti avventurosi o addirittura misteriosi. Il lavoro che si intende svolgere vuole essere, altresì, un’esperienza altamente formativa ed un utile strumento di apprendimento della storia antica del territorio siciliano mediante l’applicazione sul campo degli insegnamenti e propri della disciplina archeologica, con l’applicazione delle nuove tecnologie informatiche, quali ad esempio i Sistemi Informativi Territoriali, nel contesto dell'indagine archeologica svolta sotto ogni suo singolo aspetto didattico.

 

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Contesto

Il contesto individuato per la realizzazione dell'indagine archeologica è quello gravitante sul Monte Iudica e l’area intorno ad esso, dove emergono specifici indicatori archeologici che, per valenza storico-culturale, meritano di diventare documenti "parlanti" del nostro ricco passato, documenti d'identità collettiva e richiamo d'interesse sia scientifico sia turistico.

Il Monte Iudica è un rilievo situato sul punto culminante di un gruppo di alture che dalla Piana di Catania spingono ad Ovest verso l'Altopiano degli Erei. Situato a Nord del centro urbano di Castel di Iudica disposto in senso Est-Ovest, il Monte Iudica presenta due cime, separate da un avvallamento centrale, di cui la più alta raggiunge m. 765 s.l.m.
Le prime tracce di frequentazione sul Monte Iudica risalgono all'età del Bronzo Antico, come si evince da sporadici rinvenimenti di ceramica decorata nello stile di Castelluccio. Agli inizi dell’Età del Ferro sono documentante tracce più consistenti relative ad uno stanziamento indigeno; intorno al VII sec. a.C. sono attestate le prime importazioni greche. Nel II quarto del VI sec. a.C., il centro indigeno sembra vivere un momento di forte espansione, forse per i contatti commerciali con le colonie calcidesi della costa orientale della Sicilia. Durante questo periodo vengono realizzati un abitato sulla sommità del monte, una piccola necropoli di tombe a camera - secondo la tradizione indigena - lungo il pendio Sud-Ovest e, subito dopo, una più ampia necropoli, caratterizzata da tombe a fossa di tipologia greca, lungo il versante Sud-Est. Il processo di ellenizzazione del centro indigeno pare ignoto alle fonti e non risulta affatto agevole ricavare chiare informazioni dalle indagini finora condotta. Un inquadramento storico del sito può essere compreso sulla base delle vicende che hanno coinvolto in età arcaica Morgantina e il vicino centro indigeno sulla Montagna di Ramacca: secondo la prospettiva di EriqSjöqvist, la "colonizzazione" che investì Monte Iudica fu di tipo "agrario, demografico e ideologico", mossa da interessi privati e legata alla  necessità di possedere terre coltivabili. Ai piedi del crinale Ovest del Monte Iudica è stato scoperto un muraglione realizzato secondo la tecnica isodoma, relativo verosimilmente a una cortina muraria eretta a scopo difensivo, la cui datazione rimane ancora da stabilire, ma potrebbe connettersi alla penetrazione dei Calcidesi verso l'entroterra; inoltre è attestata con certezza la presenza di alcuni sacelli che, tuttavia, non sono stati esattamente localizzati: anche l'edificazione dei sacelli si metterebbe in relazione con l'influenza, sempre più forte, esercitata dall'elemento ellenico.
Tra la II metà del VI sec. a.C. e la I metà del V sec. a.C., il centro abitato di Monte Iudica raggiunge il momento di massima fioritura, documentato dalla copiosa presenza di materiale ceramico proveniente dalle sepolture di tipo greco e dall'insediamento. La frequentazione del sito, in base ad una disamina parziale dei materiali, sembra attestarsi fino ad età timoleontea, durante il II quarto del IV sec. a.C., dopo la quale si percepisce un abbandono totale dell'abitato, probabilmente dovuto alle trasformazioni socio-economiche legate al dominio siracusano. In età tardo-ellenistica/repubblicana, viene installato alle spalle del Monte Iudica, presso Contrada Lavina, un impianto produttivo destinato alla produzione dell'olio e pertinente ad uno stanziamento agricolo.

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Bibliografia essenziale:

Muratore S. 2016. Monte Iudica, http://www.fastionline.org

De Domenico C. 2012. Le tombe a camera di Monte Iudica, in Ann. Fac. Lett. Siena, XXXIII, pp. 56-83.

Orsi P. 1907. Monte Judica, in NSc, pp. 489-491.

Privitera F. 1988-89. Castel di Iudica: esplorazioni nell’abitato e nella necropoli sul Monte Iudica, in BCA Sicilia, vol. IX-X, n.3, pp. 85-89.

Privitera F. 2003. La necropoli di Monte Iudica dopo gli ultimi scavi, in Atti del convegno Dal Sikanikon all’Ellenikon. Riflessioni sugli ethne della Siciliaantica”, Palermo (4-6/12/2003).

Privitera F. 2009. Indagini nei comuni di Castel di Iudica, Valverde, Mascali, Maniace e nelle grotte di Catania, in Kokalos, XLVII-XLVIII, pp. 519- 525.

Procelli E. 1988-89. Modi e tempi dell’ellenizzazione calcidese ai margini della Piana di Catania, in Kokalos, XXXIV-XXXV, pp. 121-124.

Procelli E. 1989. Aspetti e problemi dell’ellenizzazione calcidese nella Sicilia orientale, in MEFRA, CI, 1989, 2, pp. 679-689.

Sjöqvist E. 1962. I Greci a Morgantina, in Kokalos VIII, pp. 52-68.

 

Destinatari ed Attività

Il Campo Scuola è dedicato a tutti quegli studenti, sia laureandi che specializzandi, ma anche a tutti coloro che, già specializzati o dottorati, vogliono arricchire il proprio bagaglio tecnico-scientifico, nell'ottica di comprendere il mondo dell'Archeologia a 360°, sotto ogni sua forma ed aspetto.

Momento focale dell'indagine sarà l'attività di scavo archeologico, che prevede una fase iniziale di scerbatura superficiale dell'area, impostazione di una quadrettatura e approfondimento stratigrafico nel terreno. Durante lo scavo verranno altresì eseguite tutte le operazioni collaterali per la documentazione: compilazione delle schede US ministeriali, redazione del diario di scavo, rilevamento delle quote ed esecuzione del rilievo, manuale e strumentale.
Tutti i reperti mobili eventualmente rinvenuti saranno sottoposti a lavaggio e siglatura, mentre quelli più notevoli anche a disegno.
Si prevede la realizzazione in pianta stabile durante tutto il periodo dello scavo di una serie di Laboratori, in relativi locali attrezzati nel caso specifico per ogni singola attività, presieduti dagli archeologi della Pàropos e sotto la supervisione diretta del funzionario della Soprintendenza preposto, al fine di strutturare l’attività didattica degli studenti in maniera quanto più produttiva possibile e didatticamente costruttiva, per poter dare a ciascuno studente la possibilità di approfondire ogni singola attività collaterale allo scavo.

Le attività in questione prevedono la realizzazione dei seguenti laboratori:

- Laboratorio di metodologia di scavo, dalle tecniche di scavo alla stratigrafia, spiegando ogni singolo momento dell'indagine sul campo, sin dalla quadrettatura;

- Laboratorio di ceramica destinato a lavaggio, siglatura e schedatura dei materiali rinvenuti in corso di scavo;

- Laboratorio di disegno della ceramica;

- Laboratorio di rilievo diretto sul campo;

- Laboratorio di informatizzazione della documentazione redatta in corso di scavo tramite Database relazionale e di lucidatura informatizzata dei disegni eseguiti in corso di scavo sia di ceramica che di rilievo;

- Laboratorio di GIS, cartografia e rilievo indiretto.

 

Tempi di realizzazione e turni

Le attività previste dal progetto si articoleranno proficuamente nell'arco di sei settimane, con tre turni da due settimane ciascuno, come da specchietto:

  • I turno: 13 - 24 giugno 2016
  • II turno: 27 giugno - 8 luglio 2016
  • III turno: 11 - 22 luglio 2016

Le attività si svolgeranno nell’arco di un’intera giornata per complessive otto ore, con pausa colazione e pranzo, dal lunedi al venerdi. Il fine settimana non si svolgerà il corso e gli Allievi saranno liberi di godersi lo spettacolare scenario della valle del Dittaino e del fiume Simeto. Il numero massimo dei partecipanti è di 15 Allievi per ogni turno.

 

Modalità di partecipazione

I partecipanti dovranno compilare un apposito modulo di adesione, presentare un certificato di sana e robusta costituzione e un certificato di vaccinazione antitetanica. Per le ore di cantiere dovranno essere dotati di abbigliamento comodo, di scarponcini antinfortunistica, di cappello, trowel personale, occhiali da sole e creme solari, di uno zainetto, borraccia, lenzuola o sacco a pelo e necessaire da bagno.

L'alloggio e le attività d'aula sono previsti negli appositi locali della masseria Eloisa Bonanno, a pochi metri dallo scavo, a circa 700 m di quota.

 

Quota di partecipazione

La quota di partecipazione é di € 300.00 per il pacchetto completo, di € 250.00 per chi non desideri usufruire di alloggio, per due settimane. La quota di partecipazione per un mese di scavo è di € 500.00 per il pacchetto completo, di € 400.00 per chi non desideri usufruire di alloggio.

E' previsto il versamento di una caparra di € 100.00, da eseguire dopo la conferma dell'avvenuta iscrizione.

La quota di partecipazione comprende:

  • Vitto
  • Alloggio (solo per pacchetto completo)
  • Trasferimenti con automezzi al sito
  • Attività didattica
  • Dispense didattiche
  • Attestato di partecipazione al Campo Scuola (validità 4 cfu)

- Direzione Scientifica: Dott. ssa Maria Turco - Funzionario della Soprintendenza BB.CC.AA. di Catania - U.O. V

- Direzione del campo scuola: Dott. Sebastiano Muratore - Presidente Pàropos Società Cooperativa

 

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